Postato alle 12:37 di giovedì, 21 agosto 2008
Postato da graceandgravity
Ebbene ho fatto un altro sogno allucinante.
E' il terzo giorno di fila.
Stanotte ero insieme alla mia parte maschile materializzata. Si vede che sono giorni in cui l'ombra si mostra. Sarà marte congiunto a plutone non so. Comunque.
Io e lui stiamo puntando una ragazza, una tipa abbastanza banale ma carina, con la voce roca, abbronzata e dei riccioli un pò crespi medio lunghi con i riflessi biondi, praticamente appena tornata dal mare. L'ubicazione della scena è un misto tra il grande magazzino di lusso milanese dove sto lavorando per arrotondare il nulla sul mio conto corrente e la comune dove ho abitato in Toscana.
Benissimo. Il mio maschile le si avvicina e inizia a sedurla, io sto in disparte per non spaventarla e osservo.
Ma ad un certo punto è chiaro che lei ha capito benissimo che siamo una cosa sola, al punto che io non so se veda due persone avanti a sè oppure una, femminile. Al che prendo coraggio e mi avvicino, le tolgo i pantaloni e la faccio sdraiare, inizio a accarezzare la pelle morbida.
Il mio maschile, che nel sogno era parecchio rozzo e bruttino, quadrato con fronte prominente, insomma un pò neanderthaliano, salta sul letto convinto che cominci il banchetto.
Gli tiro uno spintone in malo modo e gli spiego che un rozzo scemo come lui può, se proprio ci tiene, stare di lato e guardare. Poi penso che lui è me quindi posso trattarlo male finchè mi pare. Che è già da un punto di vista introspettivo un'affermazione che richiederebbe 15 anni di meditazione sul monte Meru e 15 di psicanalisi non so se in quest'ordine, in quello inverso o contemporaneamente.
Giuro che non mi drogo, questo tanto per precisare.
A meno che il vasetto di nutella di latte di soia che ho mangiato nei suoi interi 200 grammi, a cucchiaiate ieri sera non sia allucinogeno.
Beh nel sogno sono quasi arrivata ad una tetta e attacco con l'interno coscia la scena repentinamente cambia.
Dopo tutto io sono quella che ha sognato che stava facendo sesso con Uma Thurman e prima di riuscire ad andare oltre i preliminari ha sentito la sua stessa voce rimbombare nella testa le seguenti parole: "deficiente figurati se puoi scopare Uma Thurman, è ovvio che stai sognando, svegliati". Dopodichè mi sono svegliata incazzata come una iena.
Ma andiamo avanti.
A questo punto sono nella comune/grande magazzino e cerco i miei vestiti, ma li hanno tolti per metterci delle cose alla moda. Sono in panico che i miei vestiti siano stati buttati e mi restino solo quelle cose di lusso ma non mie.
Poi trovo la valigia dove sono stati gettati insieme a delle magliette da quattro soldi.
Adesso.
Ho qualche problema.
Innanzi tutto faccio il mio ultimo giorno al grande magazzino e poi direi che non ci vado più. Anche se lavorare al reparto maschile di mutande è divertente, perchè gli uomini per farti vedere la taglia e il modello che indossano, tirano giu i pantaloni. Giuro.
E anche se sabato scorso mi sono divertita un mondo a vendere per 4000 euro a arabi e russi grondanti grana nello stand di un noto stilista a quattro zampe. Insomma un certo senso di self-efficacy.
Non sono pronta a chiedermi fino a che punto stia indossando i panni sbagliati, e fino a che punto la mia vita deve cambiare. Chi ha orecchie per intendere intenda, come disse un ammirabile uomo.
Per ora mi limito a guardare gli iceberg nella mia coscienza mostrare la base. E ad avere una certa paura delle conseguenze.
Postato alle 19:21 di mercoledì, 20 agosto 2008
Postato da graceandgravity

Che io abbia una vita onirica notevole è appurato, che il mio inconscio sia decifrabile come gli ingredienti del detersivo e altrettanto facilmente accessibile, non so se sia una fortuna o meno ma è un fatto.
Per anni ho fatto sogni a puntate con la colonna sonora ed i titoli di coda.
Questa notte ho sognato il diavolo. Io lo guardavo, non so dire se fossi proprio io oppure un uomo come spesso mi capita di sognare. Comunque lo fissavo.
Ma nel contempo ero lui che fissava me.
Ed eravamo l'uno di fronte all'altra, mentre potevo percepire sia le sue emozioni che le mie ed ero contemporaneamente entrambi.
Nel dormiveglia prima di alzarmi ero consapevole di sognare e ho pensato devo scriverci sopra un libro, perchè questa è proprio grossa.
Di quei sogni che restano sulla pelle tutto il giorno, come mi resta addosso la sensazione che puoi tollerare certe visioni solo per brevi momenti, poi è meglio perdere il contatto.
Spero di sognare presto che sono dio.
Deve essere interessante. Per par conditio almeno.
Postato alle 08:04 di martedì, 19 agosto 2008
Postato da graceandgravity

You are The High Priestess
Science, Wisdom, Knowledge, Education.
The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.
What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.
Postato alle 15:17 di martedì, 12 agosto 2008
Postato da graceandgravity

Finalmente incomincia il flusso che materializza.
Le idee che si traducono in opere, non si arenano più solo nella testa.
Darsi il permesso di esistere, emergendo finalmente come figura spessa e con contorni.
Non che non ringrazi il gioco del mimetismo, in verità signori miei, pensavo d'essere un ologramma, ma mi accorgo con sopresa che sono un animale a due zampe.
La dea signora dell'orizzontalità è finalmente entrata nel mio pantheon e mi risveglio dal sogno capriccioso delle mie emozioni che creano da 35 anni una realtà virtuale, evidentemente abbastanza interessante da distrarmi dalle faccende mondane.
Smetto di spezzettare il mondo in sopra e sotto, sacro e profano, di uscirne per vagare nello spazio.
La spazio tanto è intorno, chi me lo toglie.
Sono felice, le dita battono sulla tastiera, i progetti prendono forma, con ogni evidenza la mia gestazione, un filo lunga in verità, è terminata. Direi che sono nata.

L'ho vista la madonna nera, dalle mille facce.
Signora di piante, pietre ed animali.
Ho fatto un viaggio nel suo corpo.
Consiglio l'esperienza di entrare nel corpo di un dio o di una dea lasciando il proprio involucro di carne davanti a lui/lei.
E da lì osservarsi attraverso gli occhi della divinità.
E' un esercizio interessante, osare uscire da sè e diventare divini.
Si può fare chiudendo gli occhi ed una volta imparato è una strada aperta. Chiedere a sè stessi, nei panni del divino di darci consigli e risponderci con nuova voce, con ben altro punto di vista.
Per me ora è interrogare la manifestazione finalmente gioiosa del mondo materiale, imparare a collaborare alla creazione.
Facendo il risotto mi vien piuttosto bene.
Oppure facendo bacchette magiche.
Spargendo la scintilla che di solito si riserva alle storie d'amore in mille rivoli quotidiani, costruendo da veri maghi pagani, ogni giorno nelle faccende più semplici, un universo in cui oggetto è animato, bisbiglia. Si tratta di cambiare stato di coscienza ed abitarsi finalmente per poter abitare.
Abbondanza a tutti.
Postato alle 01:23 di domenica, 10 agosto 2008
Postato da graceandgravity
Entra ed esce in successione anarchica ed autarchica.
Ed alla fine se proprio devo essere sincera mi sento una superficie riflettente. Un rimbalzo di parole, o meglio la superficie su cui palleggiano, insieme agli atti di struggente amore e le punizioni che inevitabilmente ne seguono. Non che non ne capisca il senso, la genesi, la destinazione. Ma che mi riguardino davvero, non ci potrei giurare.
Mi hanno detto molte volte che non siamo che specchi. Ma mai come ora non mi sento attraversata, solo in collisione con un asteroide che incrocia la mia rotta, diciamo un Chirone dall'elittica eccentrica, entra nella mia orbita, la varia, poi ne esce. Cosa ho fatto io? Ho assecondato il moto, ho fatto l'alga, ho seguito le istruzioni.
Adesso al posto delle parole il silenzio.
L'ho provocato in alcun modo? No, tutto si compie senza di me, anche quando mi riguarda.
E' credere il contrario l'errore.
Lascia fare.
Quando ti dicono che ti amano credi di averlo provocato. Ma eri lì solo al momento giusto. E' l'altro che fa e disfa a seconda della sua storia personale. Orbite che influenzano tragitti, ma non la sostanza. Se solo ci spiegassero per tempo che le cose sembrano solo riguardarci, ma che accadono oltre noi, risparmieremmo un sacco di patemi e quel cazzo di tentativo immane di fare la cosa giusta.
Vaffanculo.
E vaffanculo non perchè non ho sentito, capito, sofferto con, non perchè non auguro il meglio e anche di più, perchè sono egoista o perchè migliaia di parole non le abbia ascoltate, le ho ascoltate e cullate tutte.
Vaffanculo perchè se alla fine si tratta di un monologo, il mio, altrettanto anarchicamente stasera lo chiudo così. Basta spillare emozioni di cui nutrirsi, emozioni da sputare, seviziare, emozioni per masturbarsi, emozionarsi arsi arsi arsi.
L'incessante avvitarsi a cui non voglio fare da spettatore pagante. Io mi rimetto monoliticamente in rotta.
In culo alla mia comprensione, in culo allo spazio interiore, in culo alla pazienza, alla disponibilità e ai sentimenti provati.
Comunque amando. E' che adesso ho coglioni girati.
Ma forse sto solo generando altra emozione da spettacolo.
E sia, la metto qui.
A disposizione.
Postato alle 12:39 di sabato, 09 agosto 2008
Postato da graceandgravity
Saranno cancellati se non firmati e forse anche firmati a meno che non sappia da dove vengano.
Postato alle 13:40 di mercoledì, 06 agosto 2008
Postato da graceandgravity
Mi lacero e mi ricostruisco intorno ad un invisibile perno.
Mi faccio carne e mi disfo improvvisando nuove forme, rattoppate con pezzi di cielo, lasciate aperte in piccoli squarci dall'utilizzo improprio di grumi di materia.
Le immagini si condensano in me come lastre taglienti, scorrono, si avvicendano.
Non venire a me come in un sacrificio. Il puro sesso della tua resa mi rattrista se non vieni a me nell'unico intento di scalare una vetta di gioia, come nella risata del tuo orgasmo.
Rendo il mio corpo di dita e lingua un mezzo, ma un mezzo abitato da me, per vedere il tuo spirito scivolare in alto attraverso la testa, mentre io tocco il tuo corpo.
Sei bella, quando la felicità ti spazza e non abbiamo limiti, nel solo istante del tuono. Mi rendi potente, ho elettricità da rilasciare e gioia che fende. Imparerò anche io a far piovere.
Postato alle 13:04 di martedì, 05 agosto 2008
Postato da graceandgravity

Ehhh magari....
più realistica non mi è venuta
e voi? e voi?
www.faceyourmanga.com
Postato alle 15:06 di lunedì, 04 agosto 2008
Postato da graceandgravity
Postato alle 11:29 di giovedì, 31 luglio 2008
Postato da graceandgravity
Vivo su un millimetro di presenza.
Aderisco ad ogni istante e mi muovo su di esso, cercando di non sconfinare mai. Nè una parola, nè un gesto in più o in meno di quello che esattamente sento. Questo per non perdermi nella massa indistinta che mi sta montando dentro. Cerco di stare ferma, mi faccio attraversare. Faccio lo scoglio. Ogni tanto ho gli occhi troppo pieni e la paura di perdere qualcosa mi prende a schiaffi. Prendo gli schiaffi.
Guardo il gorgo della voracità che si innalza dalla mia pancia e con un rumoroso risucchio spiraliforme mi minaccia, viene a rubarmi stabilità nella mente per trascinarmi giù. Mi immergo. Trovo la fame, la desolazione, il succo della vita, il marasma che non tento di governare. Trovo una potente voglia.
Risalgo. Trovo il cuore. Reso non solido, spellato, dalla pancia furibonda e dalla volontà tuonante di essere senza condizioni. L'abbondanza e la povertà della mia vita mi guardano in faccia, i miei errori, le mie capacità.
Mi risolvo ancora ed ancora nell'incertezza.
C'è un dolore che mi pungola.
Sto cambiando, forse ci sto riuscendo.
Non mi nascondo più la mia impotenza.
Non mi nascondo più la mia mancanza di risposte.
Non mi nascondo più di non sapere cosa fare.
Di non controllare niente.
Di non sapere amministrare le mie risorse e i doni della vita.
Di non avere la giusta azione, il manuale del perfetto cavaliere.
Mi sento persa stamattina. Senza meta.
Eppure fortunata.